diritti e sociale 

Carceri, mozione in Consiglio comunale per affrontare il dramma e l’inadeguatezza degli istituti di pena genovesi

Prima firmataria è Francesca Ghio, della Lista Rossoverde, ma il documento è firmato da tutti i consiglieri di minoranza. Impressionanti i dati dei suicidi in carcere. Tra i temi, il sovraffollamento, i problemi igienico-sanitari, l’insufficienza della diaria per il cibo, lo scarso numero dei detenuti che possono svolgere un lavoro. Richiesti spazi per la socialità nel carcere di Pontedecimo

Le premesse della mozione: «Nell’anno appena concluso si sono registrati 90 suicidi di persone detenute nelle carceri italiane, dato che ha superato il tragico primato del 2022 che, con 84 casi, era stato fino ad ora l’anno con più suicidi in carcere di sempre; a cui vanno aggiunti 7 casi di suicidi tra gli agenti di Polizia Penitenziaria e 10mila atti di autolesionismo tra i 62.110 detenuti presenti, a fronte di 51.234 posti, dei quali però 4.502 risultano al momento inagibili, facendo scendere la capienza reale a 46.732 posti; 14.000 detenuti vivono in uno spazio vitale tra i 3 ed i 4 mq ed è stata rilevata una forte correlazione tra il tasso di sovraffollamento degli istituti e il numero di suicidi; La condizione all’interno delle carceri è deficitaria sia per quanto riguarda gli aspetti strettamente igienico-sanitari, sia per quanto riguarda l’assistenza medica specialistica e quella psicologica, quest’ultima essenziale per le persone private dello stato di libertà e che spesso entrano nelle carceri in condizione di tossicodipendenza; La diaria pro capite resa disponibile per vitto e sopra-vitto delle persone detenute in Liguria è attualmente di 3,93 €, considerata insufficiente allo stato attuale per permettere alle imprese appaltatrici di fornire prodotti e servizi dignitosi; Nonostante il Protocollo Cartabia-Colao del 24 giugno 2022 abbia previsto l’assunzione di 10.000 persone detenute, attualmente il totale delle persone che svolgono un lavoro ammonta a 2.400, di cui solo 700 all’interno delle carceri».

La mozione sottolinea l’importanza di garantire il rispetto dell’Articolo 27 della Costituzione italiana, evidenziando le condizioni inumane nelle carceri.

«Nel territorio comunale si trovano due Case Circondariali, quella di Genova Marassi e quella di Genova Pontedecimo, e che quest’ultima si trova in condizioni strutturali e architettoniche non adatte all’utilizzo attuale e alle necessità particolari delle persone detenute all’interno, rendendo necessaria una completa ristrutturazione dell’istituto, resa peraltro possibile, a differenza del carcere di Marassi, dalla disponibilità di spazio non edificato nelle immediate prospicienze della stessa – si legge nella mozione -. Appaiono necessari infatti spazi dedicati alla socialità e all’affettività (in piena attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2024 che parla di “creazione all’interno degli istituti penitenziari di appositi spazi riservati ai colloqui intimi tra la persona detenuta e quella ad essa affettivamente legata”».

L’intenzione è quella di impegnare il sindaco e la giunta a

  • a sollevare l’attenzione sulla strage quotidiana che si sta consumando all’interno delle carceri italiane, creando consapevolezza e informazione al riguardo, attraverso la promozione di una manifestazione cittadina come quella organizzata dal Comune di Bologna il 30 novembre scorso; Consiglio Comunale Via Garibaldi 9 Genova
  • a rispondere all’appello del Comune di Bologna per creare una “rete di Città”, sedi di carceri, per promuovere la riforma del sistema penitenziario;
  • a farsi parte attiva presso il Governo nazionale affinché vengano trasferite ai Comuni le competenze e le risorse sui percorsi di accoglienza e le misure alternative al fine pena e vengano deliberati maggiori investimenti sull’accompagnamento post carcere;
  • a sostenere concretamente, con risorse finanziarie e strumentali ad hoc, le associazioni cittadine che agiscono quotidianamente per umanizzare le pene e la detenzione e che mirano a preparare le detenute e i detenuti al ritorno in società;
  • a farsi parte attiva presso la Regione Liguria per promuovere la creazione di un osservatorio regionale interistituzionale permanente volto al monitoraggio delle condizioni di salute e di vita delle persone in condizione di detenzione.
  • a farsi parte attiva presso il Ministero della Giustizia affinché: la diaria pro capite disponibile per vitto e sopra-vitto venga innalzata e che si metta freno alle gare di appalto che premiano il massimo ribasso, portando ad un consistente deterioramento della qualità dei prodotti e dei servizi forniti; i prezzi dei generi in vendita da parte dello spaccio del carcere siano adeguati a quelli praticati negli esercizi della grande distribuzione più vicini all’istituto, così come prescritto dal Art. 12 comma 6 del DPR n. 230 del 30 giugno 2000 “La direzione assume mensilmente informazioni dall’autorità comunale sui prezzi correnti all’esterno relativi ai generi corrispondenti a quelli in vendita da parte dello spaccio”;
  • a farsi parte attiva presso il Ministero della Giustizia affinché venga ristrutturata la Casa Circondariale di Pontedecimo, per i motivi e con le finalità espresse in premessa; * a farsi parte attiva affinché venga istituito un servizio navetta per raggiungere la Casa Circondariale di Pontedecimo a servizio dei visitatori e familiari delle persone detenute al fine di consentire a tutti di poter svolgere le visite consentite;
  • a chiedere al Presidente del Tribunale di Genova, ai sensi della L. 354/75 sull’Ordinamento Penitenziario, agli artt.74-77, di attivare il Consiglio di Aiuto Sociale (CAS) come già effettuato dal Tribunale di Palermo, al fine di curare il reinserimento sociale delle persone detenute nelle carceri cittadine.

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